Rifiuti di imballaggio: prevenzione prima del riciclo
Rifiuti di imballaggio: prevenzione prima del riciclo
Quando si valuta l’efficienza di un imballaggio, l’attenzione si concentra spesso principalmente sulla domanda se esso possa essere riciclato. Il riciclo è senza dubbio importante, ma rappresenta solo una delle fasi del ciclo di vita dell’imballaggio.
Prima del riciclo, tuttavia, vi è una domanda più sostanziale:
Quanto materiale di imballaggio è realmente necessario produrre, trasportare e successivamente gestire come rifiuto?
Questo è il principio alla base della prevenzione dei rifiuti: utilizzare la quantità minima necessaria di materiale, senza compromettere la sicurezza, l’igiene, la qualità e la protezione del prodotto confezionato.
La prevenzione dei rifiuti viene prima del riciclo
Nella gerarchia europea dei rifiuti, la prevenzione precede il riutilizzo, il riciclo, le altre forme di recupero e lo smaltimento.
La logica è chiara: un rifiuto che non viene generato non deve successivamente essere raccolto, trasportato, selezionato, trattato, riciclato o smaltito.
Nel caso degli imballaggi, prevenzione non significa ridurre il materiale in modo indiscriminato. L’imballaggio deve continuare a svolgere tutte le sue funzioni essenziali:
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proteggere il prodotto;
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garantire le necessarie proprietà barriera;
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resistere al trasporto e allo stoccaggio;
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essere compatibile con il processo produttivo;
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consentire un utilizzo sicuro e pratico.
L’obiettivo, quindi, non è ottenere l’imballaggio più leggero possibile a qualsiasi costo, ma progettare il sistema di imballaggio minimo sufficiente, in grado di svolgere in modo affidabile la propria funzione.
Come gli imballaggi flessibili riducono l’uso di materiali
Gli imballaggi flessibili possono contribuire in modo significativo alla prevenzione dei rifiuti, poiché generalmente utilizzano una quantità relativamente ridotta di materiale rispetto alla quantità di prodotto che contengono.
Uno studio dell’Institute for Energy and Environmental Research, IFEU, ha esaminato gli imballaggi utilizzati per i beni di largo consumo in Europa, escluse le bevande.
Lo studio ha modellato uno scenario teorico in cui gli imballaggi primari rigidi vengono sostituiti da imballaggi flessibili ovunque ciò sia tecnicamente possibile. Secondo il modello, la quantità annua di rifiuti da imballaggio primario potrebbe essere ridotta di circa 21 milioni di tonnellate.
Ciò corrisponde a una potenziale riduzione di circa il 70% dei rifiuti annui da imballaggio primario per i prodotti inclusi nello studio.
Il risultato dimostra quanto possano diventare significative anche piccole differenze nel peso del singolo imballaggio, quando vengono moltiplicate per milioni di prodotti lungo le catene di approvvigionamento europee.
Questi dati non significano che ogni imballaggio rigido possa o debba essere sostituito. Prodotti diversi presentano requisiti tecnici, commerciali e normativi differenti. Lo studio illustra piuttosto l’entità del potenziale di prevenzione dei rifiuti quando i diversi formati di imballaggio vengono confrontati in base alla quantità di materiale necessaria per svolgere la stessa funzione.
L’efficienza delle risorse non si misura solo con il tasso di riciclo
Un imballaggio con un elevato tasso di riciclo non è automaticamente la soluzione più efficiente dal punto di vista delle risorse.
Il tasso di riciclo indica quale quota del materiale viene riciclata dopo l’uso. Tuttavia, da solo non mostra:
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quanto materiale è necessario per produrre l’imballaggio;
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quanta energia viene utilizzata lungo il suo ciclo di vita;
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quante materie prime vergini vengono consumate;
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quanta imballaggio secondario e terziario è necessario;
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quanti rifiuti residui devono infine essere sottoposti a trattamento finale.
Due formati di imballaggio possono garantire una protezione equivalente del prodotto, ma richiedere quantità di materiale sostanzialmente diverse.
Un imballaggio più pesante può avere un tasso di riciclo più elevato, ma richiedere comunque più materie prime ed energia. Una soluzione più leggera può generare complessivamente meno rifiuti, anche quando l’infrastruttura per il suo riciclo non è ancora sufficientemente sviluppata.
Per questo motivo, la riciclabilità deve essere valutata insieme a:
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prevenzione dei rifiuti;
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quantità di materiali utilizzati;
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protezione del prodotto;
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consumo energetico;
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efficienza dell’intero sistema di imballaggio.
Perché occorre valutare l’intero sistema di imballaggio
Un secondo studio IFEU propone di valutare l’efficienza delle risorse sulla base di tre indicatori principali:
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domanda cumulativa di energia;
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consumo cumulativo di materie prime;
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quantità di rifiuti destinati allo smaltimento o ad altro trattamento finale.
Il metodo è stato applicato al confronto tra sistemi di imballaggio per 460 ml di salsa per pasta pastorizzata a lunga conservazione. Sono stati analizzati una busta flessibile laminata, una lattina in acciaio, un vasetto in vetro e un contenitore in plastica.
Il confronto ha incluso non solo l’imballaggio primario, ma anche gli imballaggi secondari e terziari necessari. La busta flessibile è stata valutata sulla base dell’ipotesi conservativa che non venga riciclata.
Anche in queste condizioni, ha mostrato risultati migliori in tutti e tre gli indicatori.
Rispetto al sistema con lattina in acciaio, la busta flessibile utilizza circa:
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l’84% dell’energia;
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il 55% dei materiali;
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il 59% dei rifiuti destinati al trattamento finale.
Rispetto al vasetto in vetro:
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il 66% dell’energia;
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il 42% dei materiali;
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il 13% dei rifiuti.
Rispetto al contenitore in plastica:
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il 65% dell’energia;
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l’85% dei materiali;
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il 38% dei rifiuti.
Questi risultati non dimostrano che un unico formato di imballaggio sia la scelta migliore per tutte le applicazioni. Mostrano invece che gli imballaggi devono essere confrontati sulla base di una funzionalità equivalente e a livello dell’intero sistema di imballaggio, non solo in base al materiale utilizzato o alla riciclabilità dichiarata.
La protezione del prodotto rimane il criterio principale
La riduzione del peso dell’imballaggio ha senso solo se il prodotto continua a essere protetto in modo affidabile.
Nel settore alimentare, proprietà barriera insufficienti, saldature deboli, perforazioni o compromissione dell’integrità dell’imballaggio possono provocare:
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deterioramento o contaminazione;
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fuoriuscita del prodotto;
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riduzione della shelf life;
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perdite durante il trasporto e lo stoccaggio.
In questi casi, la perdita del prodotto può annullare il beneficio ottenuto dalla riduzione della quantità di materiale di imballaggio.
Un imballaggio flessibile ben progettato può combinare più funzioni con un peso relativamente contenuto:
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barriera contro ossigeno, umidità, luce e perdita di aromi;
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saldatura termica affidabile;
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resistenza meccanica;
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contenimento e protezione del prodotto;
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compatibilità con i processi tecnologici;
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controllo delle porzioni;
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fornitura delle informazioni necessarie al consumatore.
Qualsiasi riduzione del materiale, tuttavia, deve essere confermata mediante adeguate prove tecniche e una valutazione delle reali condizioni di produzione, distribuzione, stoccaggio e utilizzo.
Prevenzione e riciclo non sono in contrasto
La prevenzione dei rifiuti non è un argomento contro il riciclo.
Gli imballaggi flessibili devono continuare a migliorare attraverso:
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progettazione per il riciclo;
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sistemi di raccolta più efficienti;
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selezione affidabile;
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sviluppo delle tecnologie di riciclo;
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creazione di mercati stabili per i materiali riciclati.
Ove tecnicamente possibile, le strutture di imballaggio dovrebbero diventare più facili da identificare, selezionare e riciclare, senza compromettere la protezione del prodotto.
Allo stesso tempo, sostituire una soluzione efficiente e leggera solo perché un altro formato appare più facile da riciclare può aumentare la quantità complessiva di materiale immessa nel sistema di imballaggio.
Un approccio migliore combina prevenzione e circolarità:
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non utilizzare più materiale del necessario;
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mantenere una protezione affidabile del prodotto;
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evitare elementi di imballaggio non necessari;
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progettare tenendo conto della raccolta e del riciclo;
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valutare l’impatto lungo l’intero ciclo di vita.
Come le aziende dovrebbero valutare i propri imballaggi
Le decisioni relative agli imballaggi non dovrebbero ridursi a una sola domanda:
“Questo imballaggio può essere riciclato?”
Occorre considerare anche le seguenti domande:
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L’imballaggio garantisce la protezione necessaria del prodotto?
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Il suo peso e il suo volume sono limitati a quanto tecnicamente necessario?
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Quale quantità di imballaggio primario, secondario e terziario viene utilizzata?
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Con quale efficienza vengono utilizzate materie prime ed energia?
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Quale quantità di rifiuti viene generata dopo l’uso?
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L’imballaggio può effettivamente essere raccolto, selezionato e riciclato?
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Il cambiamento del formato di imballaggio crea conseguenze indesiderate in un’altra parte della catena di approvvigionamento?
Questa valutazione più ampia consente di prendere decisioni basate su indicatori misurabili, e non solo su percezioni o presupposti relativi ai singoli materiali.
Dalla gestione dei rifiuti alla loro prevenzione
Il principale vantaggio degli imballaggi flessibili non è soltanto il loro peso ridotto. È la loro capacità di svolgere più funzioni utilizzando una quantità relativamente limitata di materiale.
I dati degli studi IFEU dimostrano che questa caratteristica può creare importanti opportunità per la prevenzione dei rifiuti e il miglioramento dell’efficienza delle risorse. Mostrano inoltre perché il tasso di riciclo, da solo, non è sufficiente per una valutazione completa delle prestazioni di un imballaggio.
Soluzioni di imballaggio responsabili richiedono che prevenzione, efficienza delle risorse e circolarità siano considerate insieme.
I sistemi di raccolta e riciclo devono continuare a svilupparsi, ma la prima domanda nella progettazione di qualsiasi imballaggio dovrebbe rimanere:
La funzione richiesta può essere svolta in modo sicuro ed efficace con meno materiali, meno risorse e meno rifiuti?
Quando la risposta è sì, il beneficio è già stato creato prima ancora che l’imballaggio raggiunga il sistema di gestione dei rifiuti.